Integrazione & Nutrizione

Categoria parafarmacia

Integrazione & Nutrizione

Integratori, vitaminiche, proteine e nutrizione funzionale.

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    Antalgea 20 compresse

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    <h2>ANTALGEA</h2> <div align=justify><b>Descrizione</b><br> Integratore alimentare a base di estratti vegetali utile per contrastare gli stati di tensione localizzati. <br><br> <b>Ingredienti</b><br> Partenio (<i>Tanacetum parthenium</i> L., Schul-Bip) fiori (estratto secco 0,5%), Salice (<i>Salix alba</i> L.) corteccia (estratto secco 3%), Lavanda (<i>Lavandula angustifolia</i> Mill.) fiori, Magnesio citrato, Salvia (<i>Salvia officinalis</i>. L.) foglie, Curcuma (<i>Curcuma longa</i> L.) rizoma, Partenio (<i>Tanacetum parthenium</i> L. Schulz-Bip) fiori, Salice (<i>Salix alba</i> L.) corteccia, Agenti antiagglomeranti: sali di magnesio degli acidi grassi, biossido di Silicio.<br> <br> <b>Caratteristiche nutrizionali</b><br> <table border="1"cellspacing="0"cellpadding="1" width="700"> <tr align="center"><td>Tenore medio degli ingredienti caratterizzanti per dose giornaliera</td><td>2 g di prodotto</td></tr><tr><td>Partenio (<i>Tanacetum parthenium</i> L., Schul-Bip) fiori (estratto secco 0,5%)</td><td align=center> 360 mg</td></tr><tr><td> Salice (<i>Salix alba</i> L.) corteccia (estratto secco 3%) </td><td align=center> 360 mg</td></tr><tr><td> Lavanda (<i>Lavandula angustifolia</i> Mill.) fiori </td><td align=center> 300 mg</td></tr><tr><td> Magnesio citrato <br> Magnesio </td><td align=center> 300 mg<br> 90 mg (24% VNR*)</td></tr><tr><td> Salvia (<i>Salvia officinalis</i>. L.) foglie</td><td align=center> 200 mg</td></tr><tr><td> Curcuma (<i>Curcuma longa</i> L.) rizoma </td><td align=center> 140 mg</td></tr><tr><td> Partenio (<i>Tanacetum parthenium</i> L. Schulz-Bip) fiori</td><td align=center> 140 mg</td></tr><tr><td> Salice (<i>Salix alba</i> L.) corteccia </td><td align=center> 140 mg</td></tr></table>*VNR valore nutritivo di riferimento giornaliero, Reg.1169/2011<br> <br> <b>Modalit&agrave; d'uso</b><br> 2 compresse al giorno pari a 2 g di prodotto.<br> <br> <b>Avvertenze</b><br>Contiene curcuma: in caso di alterazioni della funzione epatica, biliare o di calcolosi delle vie biliari, l'uso del prodotto &egrave; sconsigliato. Se si stanno assumendo farmaci, &egrave; opportuno sentire il parere del medico. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata e un sano stile di vita. Non eccedere la dose giornaliera consigliata. <br> <br> <b>Conservazione</b><br> Conservare il prodotto in luogo fresco ed asciutto al riparo dalla luce. <br> <br> <b>Formato</b> <br>Confezioni da:<br> Blister da 20 compresse da 1 g<br> Blister da 40 compresse da 1 g</div> <br>

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  • In offerta! Antalgil 10compresse 200mg

    Antalgil 10compresse 200mg

    Il prezzo originale era: €7.00.Il prezzo attuale è: €5.82.

    <strong>Principi attivi</strong><p>Ogni compressa contiene: <b> Principio Attivo</b>: Ibuprofene 200 mg Per l&rsquo;elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1</p><strong>Eccipienti</strong><p>Amido di mais, amido pregelatinizzato, ipromellosa, cellulosa microcristallina, sodio amido glicolato, silice precipitata, sodio laurilsolfato, E 104 lacca alluminio, E 110 lacca alluminio, titanio diossido, glicole propilenico, cera carnauba.</p><strong>Indicazioni terapeutiche</strong><p>Trattamento sintomatico dei dolori di varia origine e natura (mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori mestruali, dolori osteoarticolari e muscolari).</p><strong>Controindicazioni/Effetti indesiderati</strong><p>Bambini al di sotto dei 12 anni (vedere sezione 4.2) Ipersensibilit&agrave; al principio attivo o ad altre sostanze strettamente correlate da un punto di vista chimico e/o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o pi&ugrave; episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento). Ulcera gastro – duodenale attiva o altre gastropatie Grave insufficienza cardiaca Ultimo trimestre di gravidanza e allattamento (vedere sezione 4.6) Grave insufficienza renale o epatica (vedere sezione 4.2).</p><strong>Posologia</strong><p><b> Adulti e ragazzi oltre i 12 anni</b>: 1 – 2 compresse 2 – 3 volte al giorno. Non superare la dose di 6 compresse al giorno. Non superare le dosi consigliate. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l&rsquo; uso della pi&ugrave; bassa dose efficace per la pi&ugrave; breve durata possibile che occorre per controllare i sintomi Questo medicinale &egrave; solo per l&rsquo;uso a breve termine e non devono essere superati i 3 giorni di trattamento. Se i sintomi persistono o peggiorano &egrave; necessario consultare un medico. Se Antalgil &egrave; necessario perpi&ugrave; di 3 giornio se i sintomi peggiorano, o persistono, &egrave; necessario consultare il medico. <b>Anziani</b>: I FANS devono essere usati con particolare cautela nei pazienti anziani che sono pi&ugrave;inclini a eventi avversi e sono ad aumentato rischio di emorragia gastrointestinale potenzialmente fatale, ulcerazione o perforazione (vedere paragrafo 4.4). Se il trattamento &egrave; considerato necessario deve essere usata la pi&ugrave; bassa dose per la pi&ugrave; breve durata necessaria per il controllo dei sintomi (vedere sezione 4.4). Il trattamento deve essere rivisto a intervalli regolari e interrotto se nessun beneficio &egrave; visto o se occorrono intolleranze. <b>Bambini</b>: ANTALGIL &egrave; controindicato nei bambini di et&agrave; inferiore ai 12 anni (vedere sezione 4.3). <b>Insufficienza renale</b>: Nei pazienti con lieve o moderata riduzione della funzione renale, il dosaggio deve essere mantenuto il pi&ugrave;basso possibile per la pi&ugrave; breve duratanecessaria a controllare i sintomi e la funzione renale deve essere monitorata. ANTALGIL &egrave; controindicato nei pazienti con grave insufficienza renale(vedere sezione 4.3) <b>Insufficienza epatica</b>: Nei pazienti con lieve o moderata riduzione della funzionalit&agrave; epatica, il dosaggio deve essere mantenuto il pi&ugrave;basso possibile per la pi&ugrave; breve duratanecessaria a controllare i sintomi e la funzione epatica deve essere monitorata. ANTALGIL &egrave; controindicato nei pazienti con grave insufficienza epatica(vedere sezione 4.3) <b>Modalit&agrave; di somministrazione: </b> La compressa deve essere deglutita con un bicchiere d&rsquo;acqua durante o dopo un pasto.</p><strong>Conservazione</strong><p>Nessuna speciale precauzione per la conservazione.</p><strong>Avvertenze</strong><p>Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l&rsquo; uso della pi&ugrave; bassa dose efficace per la pi&ugrave; breve durata possibile che occorre per controllare i sintomi (vedi sezione 4.2 e Rischi gastrointestinali e cardiovascolari riportati sotto) E&rsquo; consigliabile assumere il farmaco a stomaco pieno. In pazienti asmatici il prodotto deve essere utilizzato con cautela, consultando il medico prima di assumere il prodotto. L&rsquo;uso di Antalgil deve essere evitato in concomitanza di FANS inclusi gli inibitori selettivi della COX – 2. <b> <i>Anziani</i> </b>: I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali. (vedere sezione 4.2). <b> <i>Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione</i> </b>: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedere sezione 4.3), il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione &egrave; pi&ugrave; alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la pi&ugrave; bassa dose disponibile. L&rsquo;uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestestinali (vedere sotto e sezione 4.5).Pazienti con storia di tossicit&agrave; gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggraganti come l&rsquo;aspirina (vedere sezione 4.5) Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono Antalgil il trattamento deve essere sospeso. I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poich&eacute; tali condizioni possono essere esacerbate (vedere sezione 4.8) <b>Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari</b> Occorre cautela nei pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca poich&eacute;, in associazione alla terapia con FANS, sono state riportate ritenzione idrica, ipertensione ed edema. I FANS possono ridurre l&rsquo;effetto dei diuretici, e di altri farmaci antiipertensivi. (vedere sezione 4.5) Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l&rsquo; uso di ibuprofene, specialmente ad alti dosaggi (2.400 mg/giorno) e per trattamenti di lunga durata, pu&ograve; essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p. Es. Infarto del miocardio od ictus). In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (per es. < 1.200 mg/giorno) siano associate ad un aumento nel rischio di infarto del miocardio. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e / o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene solo dopo attenta considerazione. Analoghe considerazioni devono essere effettuate prima di iniziare un trattamento a pi&ugrave; lungo terminea pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad esempio ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito e fumo). <b>Cute</b> Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens – Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l&rsquo;uso dei FANS (vedere sezione 4.8). Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere pi&ugrave; a alto rischio: l&rsquo;insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Antalgil deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilit&agrave;. <b>Effetti renali</b> Ibuprofene pu&ograve; causarela ritenzione di sodio, potassio e idrica in pazienti che non hanno mai sofferto di disturbi renali a causa dei suoi effetti sulla perfusione renale. Ci&ograve;pu&ograve; causare edemao anche portare a insufficienza cardiaca o ipertensione in pazienti predisposti. Come con altri FANS, la somministrazione prolungata di ibuprofene in animali ha portato a necrosi papillare renale e altre variazioni patologiche renali. Negli esseri umani, ci sono state segnalazioni di nefrite interstiziale acuta con ematuria, proteinuria e sindrome nefrosica di tanto in tanto. Casi di tossicit&agrave;renale sono stati osservati anche in pazienti nei quali le prostaglandine giocano un ruolo compensatorio nel mantenimento della perfusione renale. In questi pazienti, la somministrazione di FANS pu&ograve;causare una riduzione dose – dipendente della produzione di prostaglandine e, secondariamente, del flusso ematico renale, che pu&ograve; precipitareuno scompenso renale conclamato. I pazienti a maggior rischio di soffrire di questa reazione sono quelli con disfunzione renale, insufficienza cardiaca, disfunzione epatica, quelli che assumono diuretici e ACE – inibitori e gli anziani. La sospensione del trattamento con FANS &egrave; generalmente seguita darecupero dello stato di pre – trattamento. <b>Altre precauzioni</b> Broncospasmo, orticaria o angioedema possono precipitare in pazienti affetti da o con precedente storia di asma bronchiale, rinite cronica, sinusite, polipi nasali, adenoidi o malattie allergiche. L&rsquo;ibuprofene pu&ograve; mascherarei segni o sintomi di infezione (febbre, dolore e gonfiore). Durante il lungo termine, pu&ograve; verificarsil&rsquo;uso di alte dosi di analgesici per le cefalee non trattate con dosi elevate del medicinale. In generale, l&rsquo;assunzione abituale di analgesici, in particolare l&rsquo;uso in combinazione di diverse sostanze analgesiche, pu&ograve; provocaredanno renale permanente e il rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici). Durante il trattamento con ibuprofene, alcuni casi con sintomi di meningite asettica, come torcicollo, mal di testa, nausea, vomito, febbre o disorientamento sono stati osservati in pazienti con disturbi autoimmuni esistenti (come il lupus eritematoso sistemico, malattia mista del tessuto connettivo). L&rsquo;ibuprofene pu&ograve; inibiretemporaneamente l&rsquo;aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di sanguinamento. Pertanto, i pazienti con difetti della coagulazione o in terapia anticoagulante devono essere osservati attentamente. In caso di trattamento a lungo termine con ibuprofene un monitoraggio periodico della funzionalit&agrave;epatica e renale, nonch&eacute; l&rsquo;emocromo &egrave; necessario, specialmente nei pazienti ad alto rischio. Il consumo di alcol deve essere evitato in quanto pu&ograve;intensificare gli effetti collaterali dei FANS, soprattutto se colpisce il tratto gastrointestinale o il sistema nervoso centrale. I pazienti trattati con Antalgil dovrebbero riferire al loro medico segni o sintomi di ulcera gastro – intestinale o sanguinamento, visione offuscata o altri sintomi oculari, rash cutaneo, aumento di peso o edema. L&rsquo;uso di Antalgil, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi &egrave; sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza.La somministrazione di Antalgil dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilit&agrave; o che sono sottoposte a indagini sulla fertilit&agrave;. Negli adolescenti disidratati esiste il rischio di alterazione della funzionalit&agrave; renale.</p><strong>Interazioni</strong><p><b> <i>L&rsquo;uso concomitante di ibuprofene e le seguenti sostanze dovrebbe essere evitato</i> </b>: <b>L&rsquo;acido acetilsalicilico, a basso dosaggio</b>: Dati sperimentali indicano che l&rsquo;ibuprofene pu&ograve; inibire gli effetti dell&rsquo;acido acetilsalicilico a basse dosi sull&rsquo;aggregazione piastrinica quando i farmaci sono somministrati in concomitanza. Tuttavia, l&rsquo;esiguit&agrave; dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive per l&rsquo;uso continuativo di ibuprofene; sembra che non vi siano effetti clinicamente rilevanti dall&rsquo;uso occasionale dell&rsquo;ibuprofene(vedere sezione 5.1). <b>Altri FANS</b>: Come risultato di effetti sinergici, l&rsquo;uso concomitante di diversi FANS pu&ograve;aumentare il rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali. La somministrazione concomitante di ibuprofene con altri FANS deve pertanto essere evitata (vedere paragrafo 4.4). <b>Anti – coagulanti</b>: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin o eparina (vedere paragrafo 4.4). In caso di trattamento concomitante, si raccomanda il monitoraggio dello stato della coagulazione. <b>Ticlopidina</b>: i FANS non dovrebbero essere combinati con ticlopidina a causa di un rischio di un effetto additivo nella inibizione della funzione piastrinica. <b>Metotrexato</b>: i FANS inibiscono la secrezione tubulare del metotrexato e alcune interazioni metaboliche possono verificarsi con conseguente ridotta clearance del metotrexato. La somministrazione di Ibuprofene entro 24 ore prima o dopo la somministrazione di metotrexato pu&ograve; portare aduna elevata concentrazione di metotrexato e a un aumento dei suoi effetti tossici. Pertanto, l&rsquo;uso concomitante di FANS e alte dosi di metotrexato deve essere evitato. Inoltre, il rischio potenziale di interazioni nel trattamento a basso dosaggio con metotrexato deve essere considerato, in particolare nei pazienti con funzione renale compromessa. Nel trattamento combinato, la funzione renale deve essere monitorata. <b> <i>Ibuprofene (come altri FANS) deve essere assunto con cautela in combinazione con le seguenti sostanze: </i> </b> <b>Moclobemide</b>: aumenta l&rsquo;effetto di ibuprofene. <b>Fenitoina, litio</b>: la somministrazione concomitante di ibuprofene e fenitoina o preparazioni di litio pu&ograve; aumentarei livelli sierici di questi medicinali. Controllo del livello di litio nel siero &egrave; necessario esi raccomanda di controllare i livelli sierici di fenitoina. <b>Glicosidi cardiaci (ad esempio digossina)</b>: i FANS possono esacerbare l&rsquo;insufficienza cardiaca, ridurre la velocit&agrave; di filtrazione glomerularee aumentare i livelli plasmatici dei glicosidi cardiaci. Si raccomanda il monitoraggio della digossina sierica. <b>Diuretici e antipertensivi</b>: diuretici e ACE – inibitori possono aumentare la nefrotossicit&agrave;dei FANS. I FANS possono ridurre l&rsquo;effetto dei diuretici e degli antipertensivi incluso ACE – inibitori e beta – bloccanti. Nei pazienti con ridotta funzionalit&agrave; renale(ad esempio pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale ridotta), l&rsquo;uso concomitante di un ACE inibitore e di angiotensina II antagonista con un farmaco – inibizione della cicloossigenasi pu&ograve; portare aun ulteriore deterioramento della funzione renale che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Tale combinazione deve quindi essere usata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere istruiti a bere liquido sufficiente e monitoraggio periodico dei valori renali deve essere considerato per il tempo subito dopo l&rsquo;inizio della terapia di combinazione. La somministrazione concomitante di ibuprofene e diuretici risparmiatori di potassio o ACE – inibitori pu&ograve; causareiperkaliemia. Un attento monitoraggio dei livelli di potassio &egrave; necessario. <b>Captopril</b>: studi sperimentali indicano che l&rsquo;ibuprofene contrasta l&rsquo;effetto del captopril di un aumento dell&rsquo;escrezione di sodio. <b>Gli aminoglicosidi</b>: i FANS possono rallentare l&rsquo;eliminazione degli aminoglicosidi e aumentare la loro tossicit&agrave;. <b>Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs)</b>: aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). <b>Ciclosporina</b>: il rischio di danno renale da ciclosporina viene aumentato dalla somministrazione concomitante di alcuni FANS. Questo effetto non pu&ograve;essere escluso per la combinazione di ciclosporina e ibuprofene. <b>Colestiramina</b>: il concomitante trattamento con colestiramina e ibuprofene risulta in prolungato e ridotto (25%) assorbimento di ibuprofene. I medicinali devono essere somministrati con almeno un intervallo di un&rsquo;ora. <b>Tacrolimus</b>: elevato rischio di nefrotossicit&agrave;. <b>Zidovudina</b>: Ci sono evidenze di un aumentato rischio di emartrosi ed ematoma in pazienti emofiliaci HIV positivi che avevano ricevuto concomitante trattamento di zidovudina e ibuprofene. Ci pu&ograve; essereun aumento del rischio di ematotossicit&agrave;durante l&rsquo;uso concomitante di zidovudina e FANS. E&rsquo; raccomandato un esame ematologico 1 – 2 settimane dopo aver iniziato l&rsquo;uso insieme. <b>Ritonavir</b>: Pu&ograve; aumentarele concentrazioni plasmatiche di FANS. <b>Mifepristone</b>: se i FANS sono utilizzati entro 8 – 12 giorni dopo la somministrazione di mifepristone possono ridurre l&rsquo;effetto del mifepristone. <b>Probenecid o sulfinpirazone</b>: Pu&ograve; causareun ritardo nell&rsquo;eliminazione di ibuprofene. L&rsquo;azione uricosurica di queste sostanze &egrave; diminuita. <b>Antibiotici chinolonici</b>: I pazienti che assumono FANS e chinoloni possono avere un aumentato rischio di convulsioni in via di sviluppo. <b>Sulfaniluree</b>: i FANS possono aumentare l&rsquo;effetto ipoglicemico delle sulfoniluree. Nel caso di trattamento simultaneo, si raccomanda il monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue. <b>Corticosteroidi</b>: aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). <b>Agenti anti – aggregazione piastrinica (ad es clopidogrel e ticlopidina)</b>: aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). <b>Alcol, bifosfonati e oxpentifillina (pentoxyflline)</b>: pu&ograve; potenziare glieffetti collaterali gastrointestinali e il rischio di sanguinamento e ulcera. <b>Baclofen</b>: Elevata tossicit&agrave;baclofen.</p><strong>Effetti indesiderati</strong><p>I seguenti eventi avversi spontanei sono stati riportati con l&rsquo;uso di ibuprofene compresse, e all&rsquo;interno di ogni classe d&rsquo;organo o sistema, sono raccolti per frequenza, utilizzando la seguente convenzione: Molto comuni (>1/10)Comuni (>1/100, < 1/100)Non comuni (> 1/ 1,000, < 1/100)Rari (>1/10,000, < 1/1,000)Molto rari (<1/10,000), con l&rsquo;inclusione di rapporti isolati Gli effetti indesiderati sono per lo pi&ugrave;dose – dipendente. Specialmente il rischio per l&rsquo;insorgenza di sanguinamento gastrointestinale dipende dal range di dosaggio e la durata del trattamento. Altri fattori di rischio noti, vedere paragrafo 4.4. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l&rsquo;uso di ibuprofene, particolarmente ad alte dosi (2400 mg al giorno) e nel trattamento a lungo termine pu&ograve; essere associato adun modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Edema, ipertensione e insufficienza cardiaca, sono stati riportati in associazione con trattamento con FANS. <b>Esami di laboratorio</b> <i>Raro</i>: aumento di azotemia, transaminasi sieriche e della fosfatasi alcalina, diminuzione dei valori di emoglobina e dell&rsquo;ematocrito, inibizione dell&rsquo;aggregazione piastrinica, prolungamento del tempo di sanguinamento, diminuzione del calcio sierico, aumento di acido urico sierico. <b>Patologie cardiache </b> <i>Molto rari</i>: palpitazioni, insufficienza cardiaca, infarto del miocardio, edema polmonare acuto, edema <b>Patologie del sistema emolinfopoietico</b> <i>Molto rari</i>: disturbi ematopoietici (anemia, leucopenia, trombocitopenia, pancitopenia, agranulocitosi). I primi sintomi o segni possono includere: febbre, mal di gola, ulcere della bocca superficiale, sintomi simil – influenzali, grave affaticamento, sanguinamento nasale e pelle <b>Patologie del sistema nervoso</b> <i>Comune</i>: cefalea, sonnolenza, vertigini, stanchezza, agitazione, insonnia, irritabilit&agrave; <i>Molto raro</i>: meningite asettica <b>Patologie dell&rsquo;occhio </b> <i>Non comune</i>: Disturbi visivi <i>Raro</i>: ambliopia tossica <b>Patologie dell&rsquo;orecchio e del labirinto</b> <i>Molto rari</i>: tinnito <b>Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche</b> <i>Non comuni</i>: rinite, broncospasmo <b>Patologie gastrointestinali</b> <i>Molto comune</i>: disturbi gastrointestinali, come bruciore di stomaco, dispepsia, dolore addominale e nausea, vomito, flatulenza, diarrea, costipazione <i>Comuni</i>: ulcere gastrointestinali, talvolta con emorragia e perforazione (vedere paragrafo 4.4), perdita di sangue occulto, che pu&ograve; portare adanemia, melena, ematemesi, stomatite ulcerosa, colite, esacerbazione di malattia infiammatoria intestinale, complicazioni di diverticoli del colon (perforazione, fistola) <i>Non comune</i>: gastrite <i>Molto raro</i>: esofagite, pancreatite, stenosi intestinali. <b>Patologie renali e urinarie</b> <i>Non comuni</i>: sviluppo di edema soprattutto nei pazienti con ipertensione arteriosa o insufficienza renale, sindrome nefrosica, nefrite interstiziale che pu&ograve; essereassociata a insufficienza renale <i>Molto raro</i>: necrosi papillare renale in uso a lungo termine (vedere paragrafo 4.4) <b>Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo</b> <i>Non comuni</i>: fotosensibilit&agrave; <i>Molto rari</i>: gravi forme di reazioni cutanee (eritema multiforme, dermatite esfoliativa, reazioni bollose inclusa la sindrome di Stevens – Johnson e necrolisi epidermica tossica, alopecia, fascite necrotizzante <b>Disturbi vascolari</b> <i>Molto raro</i>: ipertensione <b>Disturbi del sistema immunitario</b> <i>Non comuni</i>: reazioni di ipersensibilit&agrave;quali orticaria, prurito, porpora ed esantema cos&igrave; comeattacchi d&rsquo;asma (talvolta con ipotensione) <i>Rare</i>: La sindrome lupus eritematoso <i>Molto rari: </i>gravi reazioni di ipersensibilit&agrave;. I sintomi possono includere: edema facciale, gonfiore della lingua, della laringe interna, gonfiore con la costrizione delle vie aeree, dispnea, tachicardia, caduta della pressione arteriosa fino al punto di shock pericolo di vita. <b>Alterazioni del sistema epatobiliare</b> <i>Molto rari</i>: disfunzione epatica, danni al fegato, soprattutto in uso a lungo termine, insufficienza epatica, epatite acuta, ittero. <b>Disturbi psichiatrici</b> <i>Rari</i>: depressione, confusione, allucinazioni Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l&rsquo;autorizzazione del medicinale &egrave; importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari &egrave; richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l&rsquo;Agenzia Italiana del Farmaco, Sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.</p><strong>Sovradosaggio</strong><p><i>Sintomi </i> La maggior parte dei pazienti che hanno ingerito clinicamente importanti quantit&agrave; diFANS sviluppano nausea, vomito, dolore epigastrico, o pi&ugrave; raramente, diarrea, acufene, pu&ograve; anche verificarsimal di testa, capogiri, vertigini e sanguinamento gastrointestinale. In pi&ugrave;gravi intossicazioni, la tossicit&agrave;&egrave; a livello del sistema nervosocentrale, che si manifesta come sonnolenza, di tanto in tanto eccitazione e disorientamento o coma. Occasionalmente i pazienti sviluppano convulsioni. I bambini possono anche sviluppare crampi mioclonici. In grave intossicazione metabolica si pu&ograve; verificare acidosi e il tempo di protrombina / INR pu&ograve; essereprolungato, probabilmente a causa delle azioni circolanti di fattori della coagulazione. Insufficienza renale acuta, danni al fegato, ipotensione, depressione respiratoria e cianosi possono verificarsi. Esacerbazione dell&rsquo;asma &egrave; possibile inasmatici. <i>Trattamento</i> Il trattamento deve essere sintomatico e di supporto e comprendono il mantenimento della perviet&agrave; delle vie respiratoriee il monitoraggio dei segni cardiaci e vitali fino a quando essi non diventano stabili. Lo svuotamento gastrico o la somministrazione orale di carbone attivo &egrave; indicatose il paziente presenta i sintomi entro un&rsquo;ora dalla ingestione di pi&ugrave; di400 mg per kg di peso corporeo. Se Antalgil &egrave; gi&agrave;stato assorbito, sostanze alcaline devono essere somministrate per promuovere l&rsquo;escrezione di ibuprofene acido nelle urine. Se prolungate o frequenti, le convulsioni devono essere trattate con diazepam per via endovenosa o lorazepam. Broncodilatatori dovrebbe essere data per l&rsquo;asma. Nessun antidoto specifico &egrave; disponibile.</p><strong>Gravidanza e allattamento</strong><p><u>Gravidanza</u> L&rsquo;inibizione della sintesi di prostaglandine pu&ograve; interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l&rsquo;uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell&rsquo;1%, fino a circa l&rsquo;1,5 %. E&rsquo; stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre – e post – impianto e di mortalit&agrave; embrione – fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, &egrave; stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, ANTALGIL non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se ANTALGIL &egrave; usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le pi&ugrave; basse possibili. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: – tossicit&agrave; cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); – disfunzione renale, che pu&ograve; progredire in insufficienza renale con oligo – idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: – possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che pu&ograve; occorrere anche a dosi molto basse; – inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio – Conseguentemente ANTALGIL &egrave; controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. E&rsquo; da sconsigliare inoltre l&rsquo; uso del prodotto durante l&rsquo; allattamento. <u>Allattamento </u> Ibuprofene viene escreto nel latte materno, ma alle dosi terapeutiche durante il trattamento a breve termine, il rischio di influenza sul neonato sembra improbabile. Se, invece, il trattamento &egrave; a pi&ugrave; lungo termine, lo svezzamento precoce dovrebbe essere considerato. <u>Fertilit&agrave;</u> Vi &egrave; qualche evidenza che i medicinali che inibiscono la ciclo – ossigenasi / sintesi prostaglandine possono causare compromissione della fertilit&agrave; femminileper effetto sull&rsquo;ovulazione. Questo &egrave; reversibile con la sospensione del trattamento.</p>

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    <strong>Principi attivi</strong><p>Ogni compressa contiene: <b>Principi attivi</b>: acido acetilsalicilico 275 mg; paracetamolo 175 mg; caffeina 25 mg.</p><strong>Eccipienti</strong><p>Amido di mais, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, silice precipitata.</p><strong>Indicazioni terapeutiche</strong><p>Trattamento sintomatico di mal di testa, nevralgie, mal di denti, dolori mestruali, dolori articolari, stati febbrili e sindromi da raffreddamento.</p><strong>Controindicazioni/Effetti indesiderati</strong><p>Ipersensibilità individuale accertata verso i componenti.I prodotti a base di paracetamolo sono controindicati nei pazienti con manifesta insufficienza della glucosio-6-fosfato deidrogenasi ed in quelli affetti da grave anemia emolitica. Grave insufficienza epatocellulare. Tendenza accertata alle emorragie. Gastropatie (es. ulcera gastroduodenale). Asma. Terzo trimestre di gravidanza. L’uso di questo medicinale è controindicato nei bambini e nei ragazzi di età inferiore a sedici anni.</p><strong>Posologia</strong><p>Adulti: da 1 a 4 compresse al dì. Non superare le dosi consigliate; in particolare i pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati. Il prodotto va assunto a stomaco pieno.</p><strong>Conservazione</strong><p>Conservare a temperatura ambiente.</p><strong>Avvertenze</strong><p>Non somministrare per oltre 3 giorni consecutivi senza consultare il medico. Inoltre va consultato il medico da parte di pazienti con disturbi gastrici o intestinali cronici o ricorrenti. Durante il trattamento con paracetamolo prima di assumere qualsiasi altro farmaco controllare che non contenga lo stesso principio attivo, poiché se il paracetamolo è assunto in dosi elevate si possono verificare gravi reazioni avverse. L’uso di ANTIREUMINA, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi, è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza. La somministrazione di ANTIREUMINA dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità. Invitare il paziente a contattare il medico prima di associare qualsiasi altro farmaco. Vedere anche la voce "Interazioni". È sconsigliato l’uso del prodotto se il paziente è in trattamento con altri antiinfiammatori. Utilizzare con cautela in soggetti con insufficienza epatica o renale. Nei rari casi di reazioni allergiche la somministrazione deve essere sospesa. Questa specialità medicinale non deve essere utilizzata nei bambini e nei ragazzi di età inferiore a 16 anni (vedi controindicazioni). I soggetti di età superiore ai 70 anni di età, soprattutto in presenza di terapie concomitanti, devono usare questo medicinale solo dopo aver consultato un medico.</p><strong>Interazioni</strong><p>Usare con estrema cautela e sotto stretto controllo durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l’induzione delle monoossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimide, fenobarbital, carbamazepina). Il farmaco può interagire con anticoagulanti, uricosurici, sulfaniluree, ipoglicemizzanti. La somministrazione del prodotto, a causa della presenza di paracetamolo, può interferire con la determinazione dell’uricemia (mediante il metodo dell’acido fosfotungstico) e con quella della glicemia (mediante il metodo della glucosio-ossidasi-perossidasi). L’impiego preoperatorio può ostacolare l’emostasi intraoperatoria.</p><strong>Effetti indesiderati</strong><p>Possono manifestarsi disturbi gastro-enterici, vertigini, eruzioni cutanee su base allergica. Per la presenza di acido acetilsalicilico possono manifestarsi anche disturbi otovestibolari (ronzii, ecc.), fenomeni emorragici, (epistassi, gengivorragia, ecc.), ritardo di parto e riduzione della conta piastrinica. Con l’uso di paracetamolo sono state segnalate reazioni cutanee di vario tipo e gravità inclusi casi di eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson e necrolisi epidermica. Sono state inoltre segnalate reazioni di ipersensibilità quali ad esempio angioedema, edema della laringe, shock anafilattico. Inoltre sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati: trombocitopenia, leucopenia, anemia, agranulocitosi, alterazioni della funzionalità epatica ed epatiti, alterazioni a carico del rene (insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria), reazioni gastrointestinali e vertigini. Effetti indesiderati non descritti devono essere comunicati al proprio Medico o al Farmacista.</p><strong>Sovradosaggio</strong><p>In caso di sovradosaggio, per la presenza di paracetamolo, si può provocare citolisi epatica, che può evolvere verso la necrosi massiva ed irreversibile. Per la presenza di caffeina, sempre per dosi elevate, si può verificare una sindrome di iperstimolazione con eccitazione, insonnia, ronzii, tremore muscolare, nausea, vomito, aumento della diuresi, tachicardia, extrasistolia, scotoma.</p><strong>Gravidanza e allattamento</strong><p><u>Gravidanza</u>: l’uso del prodotto è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza. Antireumina contiene acido acetilsalicilico (ASA). Gli studi clinici indicano che dosi di ASA fino a 100 mg/die possono essere considerate sicure limitatamente ad un impiego in ambito ostetrico, che richiede un monitoraggio specialistico. • Dosi di ASA 100-500 mg/die. ci sono insufficienti dati clinici relativi all’uso di dosi superiori a 100 mg/die fino a 500 mg/die. Quindi, le raccomandazioni di seguito riportate per le dosi di 500 mg/die ed oltre si applicano anche a questo range di dosaggio. • Dosi di ASA 500 mg/die e oltre L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1%, fino a circa l’1,5%. E’ stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se l’acido acetilsalicilico è usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: – tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare) – disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: – possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; – inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio Conseguentemente, l’acido acetilsalicilico alle dosi &gt; 100 mg/die è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.</p>